Settantaduesima Assemblea Ordinaria di Amafond

Nella bellezza di Villa Baiana, straordinaria tenuta tra i vigneti della Franciacorta, si è svolta la settantaduesima assemblea di Amafond, l’associazione che dal 1946 rappresenta i fornitori di materiali e macchinari per le fonderie

di Giuseppe Giordano

Le aziende associate ad Amafond sono qualche decina più di un centinaio, spaziando dai produttori di robot specificatamente progettati per le operazioni di fonderia, alle aziende che producono presse per pressocolata ai fornitori di prodotti chimici per migliorare la qualità del metallo liquido e del solido derivato. Queste aziende sono eredi di un grande patrimonio tecnico, ma anche di una lunga tradizione associativa che dura dal 1946. Nel rispetto di questa tradizione, la grande sala convegni da 300 posti di Villa Baiana era pressoché al completo e l’evento ha visto un pubblico particolarmente partecipativo. D’altra parte, la relazione presentata all’assemblea conteneva dati molto interessanti, frutto di un esame profondo del mercato. Dalla relazione all’assemblea emerge prima di tutto un messaggio di ottimismo: le attività di fonderia stanno attraversando un buon momento a livello mondiale. A spingere in alto i volumi di prodotto è soprattutto il mercato automotive. Ora la produzione globale di getti ferrosi e non ferrosi è di circa 100 milioni di tonnellate. Ben 46 milioni di queste sono realizzate in Cina, che ha un volume di prodotto pari a circa quattro volte l’India, seconda classificata. Seguono in classifica Stati Uniti, Germania, Giappone, Russia, Corea e Messico. L’Italia produce circa 2 milioni di tonnellate di getti, suddivisi come mostrato in figura 1. L’alluminio utilizzato per le classi di prodotto tipiche della fonderia, è stato pari a circa 850.000 tonnellate nel 2017. Le aziende Amafond generano un fatturato di circa 1,5 miliardi di euro e impiegano circa 6.000 addetti. Come molti altri settori, anche il settore Amafond presenta una quota di fatturato export significativa (332 milioni di euro nel 2017) generata nei mercati con alto tasso di produzione di autoveicoli. Le aziende Amafond nella loro attività all’estero sono capaci di mantenere uno stabile ruolo globale ed anche di cogliere i cambiamenti di scenario, come dimostra la figura 3 che illustra il confronto del fatturato da export in vari paesi tra il 2016 e il 2017.
Terminata l’Assemblea con l’elezione del nuovo consiglio direttivo, Amafond ha organizzato una tavola rotonda aperta al pubblico. All’evento partecipavano due giovani imprenditori da poco tempo a capo di un’azienda la cui attività si basa su una fonderia e un manager responsabile di una grande fonderia operante in un gruppo leader mondiale tra i fornitori dell’auto, qual è Brembo. La tavola rotonda è stata moderata da Fiorenza Bonetti, giornalista con buona conoscenza del mercato Amafond e delle sue specificità. I due giovani imprenditori erano Patrizia Comello, Managing Director e azionista della Fonderia di Montorso e Simone Ferrucci, CEO e comproprietario di Tecnomeccanica. La fonderia di Montorso Vicentino produce ogni anno getti in ghisa per circa 45.000 tonnellate destinati tra gli altri ai comparti dell’oleodinamica, delle pompe di vario tipo e dell’automotive. L’ingegner Ferrucci da circa 18 mesi guida Tecnomeccanica, azienda di eccellenza nel settore dei componenti per fari automobilistici, che opera a Novara partendo da una fonderia con tecnologia di colata in bassa pressione per la produzione delle parabole riflettenti dei fari. L’azienda sta vivendo, parallelamente ai propri cambiamenti, la rivoluzione dei led nell’auto, che cambiano tutto, dal tipo di sostegno per gli elementi illuminanti alla durata. Diviene perciò di fondamentale importanza non sbagliare gli investimenti in macchinari e soprattutto disporre dei giusti skills. Il terzo partecipante alla tavola Rotonda è stato l’ingegner Luca Ozella, responsabile della fonderia Brembo di Mapello, particolarmente impegnata nella produzione di dischi e pinze freni. L’esperienza manageriale svolta all’interno di un gruppo leader a livello mondiale presenta anche particolarità dovute ai confronti con strutture di gruppo che producono gli stessi prodotti in condizioni al contorno affatto uguali. Stimolati dalle domande della moderatrice, i tre protagonisti hanno saputo presentare la loro esperienza di imprenditori e manager, spesso accomunati da problematiche di crescita e di ricerca di miglioramento della produttività. Ognuno ha portato la propria storia, con molti punti in comune, soprattutto nella spinta data all’innovazione e al cambiamento pur nella convinzione di non voler lasciare i settori di sbocco attuali, ma anzi di aumentare la propria capacità di esserne tra i leader.

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