Luci e ombre sul secondo semestre 2019

La Brexit e lo scenario politico-economico europeo, le incertezze dell’industria automotive, il rialzo delle materie prime e lo sviluppo dell’Additive Manufacturing: sono i temi caldi discussi al 53esimo F.A.R.O. Meeting ospitato dalla Solution Factory di SKF Industrie

di Mario Conserva

Il 53esimo Meeting del F.A.R.O. Club si è tenuto i giorni 11 e 12 aprile in una location molto speciale, la SKF Solution Factory a Torino Moncalieri. In agenda, temi di grande attualità, come l’Additive Manufacturing e le tendenze globali per l’automotive, oltre ai consueti argomenti di corrente monitoraggio a F.A.R.O., dal quadro macroeconomico agli scenari per le commodities e per i metalli in particolare.
L’introduzione ai lavori del fondatore di F.A.R.O. Paolo Kauffmann di fronte ad un auditorio particolarmente numeroso, attento e desideroso di sapere e di capire, si è inserita nelle dissolvenze della Turandot pucciniana, che facevano la delicata colonna sonora di apertura del meeting: “nessun dorma”, il paese è in decrescita, massima attenzione alle analisi, alle dinamiche e agli equilibri dei mercati, onore alle eccellenze, liberiamo la genialità, la cultura e l’intraprendenza di chi vuol tenere accesa la fiammella dell’impresa manifatturiera e cercare tutte le opportunità di sviluppo possibili. La strada della ormai conclamata deindustrializzazione del vecchio continente porterà a profondi cambiamenti, sicuramente, nella naturale dinamica delle cose, le imprese industriali che riusciranno a rimanere sulla scena saranno condannate, o comunque avranno la responsabilità di dover sopravvivere. La speranza, secondo Paolo Kauffmann, è tutta nelle mani di imprenditori capaci di vedere il bene della comunità al di sopra dei propri interessi.
Lo scenario macro su Europa, America, Asia, Cina con focus sull’Italia, emerso dal dibattito con Arrigo Sadun (presidente di TLSG International Advisors) e Giorgio Arfaras, direttore della Lettera Economica (Centro Einaudi) moderato da Paolo Kauffmann, ha toccato i temi economico-politici che hanno tenuto banco in questi ultimi difficili anni: gli errori della Fed che hanno impresso una stretta eccessiva alla politica monetaria statunitense, con la conseguente decelerazione di crescita dal 4 all’1,5%; la guerra dei dazi che, oltre a scardinare un impianto che quantomeno faceva da punto di riferimento globale, si è rivelato, come da attese, un peso rilevante sul Pil degli Stati Uniti; sempre in USA, il clima di guerriglia politica permanente che probabilmente impedirà la realizzazione di provvedimenti seri di sostegno all’economia; l’UE senza identità, posizione e leadership, come si è visto in merito alle sanzioni contro Rusal; la Brexit, una singolare tragedia degli errori che rischia di compromettere l’unità del Regno Unito; le preoccupazioni infine per quanto sta accadendo in casa nostra, con le scelte statiche del governo, le esasperate contraddizioni nord-sud, l’assoluta mancanza di visione strategica in un quadro di desolante povertà culturale. In questo contesto pochissimo entusiasmante, la frenata globale del settore automotive è una logica conseguenza e probabile segnale di avvertimento per i tempi duri che compaiono all’orizzonte.
Per cercare, da buoni Faristi, tutti i possibili spunti positivi per non demoralizzarci troppo, restano le testimonianze della buona industria offerte dalle presentazioni della SKF nella splendida location di Solution Factory e il brillante entusiasmo per le soluzioni di Additive Manufacturing proposte da Luca Canepa, che ha moderato il Focus dedicato all’innovazione con le interessanti relazioni di Jacopo Guzzoni (Vice President & CEO, FOMAS Group), Nicola Sala (Metal Fabrication Project Manager, SIAD Spa) e Paolo Calefati, Vice President Additive Manufacturing Business Development di Prima Industrie.

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