Le leghe d’alluminio nell’Università italiana

Le Università italiane e la formazione tecnologica nei settori della metallurgia generale e delle leghe leggere

di Giuseppe Giordano

Il sistema universitario italiano è lo strumento più importante per conseguire un’alta formazione, sia nei settori scientifici e tecnologici sia in quelli umanistici letterari. I cambiamenti in atto nel sistema economico globale e nel settore manifatturiero in particolare richiedono per tutte le figure professionali una preparazione di base maggiore, arricchita dalla conoscenza degli strumenti di reperimento e discernimento delle informazioni. Quanto viene qui presentato è il risultato di uno sguardo al sistema italiano di alta formazione, ricercando anche possibili contatti tra università e mondo delle leghe leggere. Si sottolinea che l’obiettivo è valutare se nell’offerta formativa ci siano corsi nei quali le leghe leggere ed i metalli in genere siano il focus dell’insegnamento. Non è stato volutamente toccato il tema del rapporto tra università e industria per attività di controllo e soprattutto di ricerca. Infatti, l’attività di ricerca può essere svolta da un soggetto (per esempio ricercatori e gruppi di lavoro) senza che questo incida sulla didattica offerta da quell’ateneo. Le università statali italiane sono 46. Ad esse si aggiungono tre Politecnici (Torino, Milano, Bari), cinque “Università libere”, tre Istituti Universitari e un numero crescente di università on-line. Molte delle maggiori università presentano un numero variabile di sedi distaccate. Infatti, a partire dagli anni ’80, il numero di “luoghi” dove può essere sviluppata la formazione accademica è fortemente aumentato così come successo in altri paesi europei. Ad esempio , in Germania operano più di cento tra università e istituti. L’offerta formativa , oltre che geograficamente diffusa, è divenuta complessa per il moltiplicarsi di insegnamenti nei numerosi corsi di laurea.

Corsi di laurea e leghe leggere
L’offerta formativa di interesse per l‘industria dell’alluminio deve essere ricercata in diverse classi di corsi di laurea. La tavola sinottica della figura 1 mostra le università con corsi di laurea che comprendono insegnamenti impostati sul tema della Scienza e tecnologia dei materiali (SdM)con varianti che influiscono sulla classificazione. Ad esempio, quasi tutte le università con facoltà di Ingegneria hanno corsi di laurea triennale di Ingegneria meccanica e/o di SdM afferenti alle classi di ingegneria.
Gli atenei senza Ingegneria , hanno corsi di laurea in SdM in classi di Chimica e Fisica. Questo fatto apparentemente solo burocratico ha conseguenze soprattutto nell’offerta didattica. Dall‘esame dei piani di studio derivanti da classi diverse emergono differenze di impostazione che in alcuni casi portano a corsi di laurea senza neppure un insegnamento collegabile alla metallurgia.
Contemporaneamente, si nota un aumento delle discipline in particolare nelle lauree afferenti a chimica e fisica. La laurea triennale in SdM ha in alcuni casi 30 corsi per la quasi totalità incentrati su aspetti teorici e generali della chimico-fisica.
Nei corsi di laurea triennale in Ingegneria meccanica è quasi sempre presente un corso di metallurgia. Una intensa presenza dei corsi di metallurgia si ritrova poi nei corsi di laurea magistrale in Ingegneria meccanica. L’elenco degli atenei che offrono il corso di laurea magistrale in Ingegneria meccanica è riportato nella figura 2.
Una particolare attenzione alla metallurgia delle leghe leggere si ritrova poi nei corsi di laurea afferenti ai dipartimenti di ingegneria aereospaziale presenti in una decina circa di facoltà di ingegneria il cui elenco è di seguito riportato:
• Facoltà di Ingegneria, Architettura e Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Enna “Kore”
• Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università “La Sapienza” di Roma
• Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino
• Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano
• Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Bologna – sede di Cesena
• Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”
• Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Padova
• Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo
• Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa
• Facoltà di Ingegneria della Seconda Università degli Studi di Napoli
• Facoltà di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi del Salento
Un altro caso particolare è l’insegnamento della tecnologia delle leghe leggere nei corsi delle Facoltà di Architettura e Design. Alluminio e leghe leggere sono molto presenti per tutto ciò che concerne le caratteristiche estetiche e i trattamenti superficiali. La conoscenza dei materiali è in genere un aspetto molto importante in tutti i settori del design e dell’architettura di interni e quindi non sorprende l’abbondanza di corsi sull’argomento, sia offerti da università sia da istituti privati.

Il livello generale di formazione tecnico-scientifica
La formazione accademica in Italia incide su una quota ridotta di popolazione e il nostro paese ha una posizione inferiore dal punto di vista quantitativo, rispetto ai paesi competitors in Europa. Non è vero, poi, che l’Italia ha troppi laureati in materie umanistiche e pochi laureati in materie tecniche e scientifiche. Secondo il Consorzio interuniversitario AlmaLaurea l’Italia ha 40 laureati in materie tecnico-scientifiche ogni cento laureati (al pari della Germania), la media OCSE parla di 37 laureati tecnico-scientifici su cento, e gli Stati Uniti ne hanno solo 26 su cento.
Per quanto riguarda il settore delle leghe leggere, il sistema universitario italiano non ha ancora tradotto in insegnamenti specifici le particolarità di questi materiali. Nell’elenco degli insegnamenti nei settori scientifici afferenti ad Ingegneria, vi è un solo insegnamento specifico in “Scienza e Tecnologia delle leghe leggere” inserito nei piani di studio della laurea magistrale in Ingegneria meccanica presso l’Università di Bergamo. La stessa metallurgia dei metalli non ferrosi non ha insegnamenti specifici se non, in alcuni dei corsi di laurea in Scienza dei Materiali, come parte secondaria di corsi dove la scienza siderurgica è dominante. Esistono eccezioni a quanto affermato nel paragrafo precedente in quanto esistono all’interno del sistema universitario centri di studio e singoli docenti che svolgono attività di ricerca e didattica nei quali i temi della tecnologia delle leghe leggere sono trattati ad alto livello. Nel timore di trascurarne alcuni, non si costruisce qui un elenco, ma solo si può sottolinearne l’importanza ed il ruolo che potranno esercitare se la formazione di tecnici del nostro settore diverrà tema di investimento di pari importanza rispetto all’investimento in macchinari.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: