Il convegno annuale di Amafond a Brescia

Sintesi e strategie della fonderia italiana nel quadro globale

di Mario Conserva

Si è svolto venerdì 30 novembre nell’area congressuale della Villa Fenaroli Palace Hotel a Rezzato, pochi chilometri da Brescia, l’evento annuale di Amafond, l’appuntamento di rigore per il sistema della fonderia nazionale ed internazionale organizzato dall’Associazione Italiana dei Fornitori di Macchine, Prodotti e Servizi per la Fonderia (Amafond). Il convegno, presieduto dal presidente dell’associazione Maurizio Sala e da Fabrizio Carmagnini, si è articolato attraverso un panel moderato da Debora Rosciani con relatori di altissimo livello: Roberto Ariotti Presidente di Assofond, Roberto Vavassori Presidente di Clepa, Bruno Ferrari Salmeron, Managing Director Automotive Division Schulz, e la partecipazione dell’On. Massimo Garavaglia, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il mondo della fonderia globale sta vivendo una fase di evoluzione e di grandi cambiamenti, l’evento annuale di Amafond ne ha offerto una netta testimonianza, resa palpabile dalla grande partecipazione degli operatori del settore, dalle fonderie ai costruttori di macchine e impianti, ai tecnici delle aziende utilizzatrici, al mondo della ricerca e sviluppo, in particolare del comparto automotive.

Export e incentivi Industria 4.0
Entrando nello specifico, il presidente Sala nella relazione di apertura lavori ha precisato che la situazione generale è caratterizzata da buoni risultati dal punto di vista dell’andamento degli ordini sia per quanto riguarda il settore delle macchine che per i prodotti, con un quadro di sintesi definito dall’associazione con 103 associati, un fatturato nel 2017 di 1.526 milioni di euro (+1,7% rispetto al 2016) e un export di 1.048 milioni di euro, in lievissima flessione rispetto al 2016, ma con un rapporto rispetto al fatturato pur sempre attorno al 70%.
In sostanza, il buon andamento dell’economia in generale, unitamente agli effetti benefici dei provvedimenti legati all’iniziativa Industria 4.0, stanno spingendo il settore verso i livelli pre crisi. La proroga degli incentivi (super ammortamento e iper ammortamento) prevista dalla Legge di bilancio potrà sostenere gli investimenti in macchinari che necessitano di essere rinnovati e questo consentirà di ampliare la capacità produttiva manifatturiera con vantaggi importanti per la meccanica e la fonderia metalli in genere.
Seppure in un contesto complessivamente favorevole, va comunque evidenziata secondo il presidente Amafond la differenza tra l’andamento delle aziende che operano nel settore della fonderia leghe leggere (pressocolata, bassa pressione e gravità), indubbiamente caratterizzate da un andamento più positivo rispetto agli operatori nei settori della ghisa e dell’acciaio.
La crescita particolarmente significativa sul mercato italiano è da attribuirsi in gran parte al piano Industria 4.0 voluto e sostenuto dall’Associazione Federmacchine di cui Amafond fa parte e, come ha ribadito Maurizio Sala, dall’impegno di imprenditori illuminati come Alberto Bombassei, fondatore della Brembo, che ha seguito negli scorsi anni il complesso iter parlamentare di questa legge. Il piano, offrendo alle aziende l’opportunità vantaggiosa di modernizzare il parco macchine senza drenare troppe risorse interne, ha permesso di far crescere l’Italia e il suo manifatturiero sino ad avvicinarsi molto ai livelli della Germania, che aveva utilizzato in precedenza un analogo sistema di agevolazioni.
Per quanto riguarda l’export e i principali paesi interessati, si confermano al primo posto gli Stati Uniti, al secondo posto la Cina e al terzo il Messico, che ha registrato gli incrementi più importanti, con un +127%.

I dazi e le sanzioni
Doverose infine secondo il presidente Sala alcune considerazioni sulla battaglia dei dazi e delle sanzioni, una vicenda che ha caratterizzato l’agenda mondiale per quasi l’intero anno, uno scontro ruvido e dai toni forti, aperto per tutta una serie di considerazioni di natura più strategico-politica che commerciale dall’amministrazione Usa nei confronti dell’Europa, ma il cui vero obiettivo è la Cina, il grande avversario per la leadership globale dei prossimi decenni. Come ha precisato Maurizio Sala, l’intera vicenda ha toccato da vicino il nostro mercato perché ha riguardato materiali importanti per la nostra economia come alluminio e acciaio, ma fortunatamente per ora senza troppi danni.
Dal punto di vista degli operatori della fonderia appare molto delicata la questione sull’alluminio perché, come è ben noto, la produzione di metallo primario in Europa sta scomparendo. Se ne producono poco più di 2 milioni di tonnellate l’anno a fronte di un fabbisogno di quasi 8 milioni di tonnellate. Le multinazionali produttrici delocalizzano gli smelter dove i costi energetici sono più bassi; l’EU e quindi l’Italia sono costretti a importazioni massicce, le sanzioni contro Rusal hanno messo a rischio un’indispensabile fonte di approvvigionamento di alluminio. In più, ha concluso Sala, l’Europa ha l’aggravio di un dazio EU sull’import dell’alluminio grezzo, di fatto un dazio a protezione di una produzione domestica di metallo primario che sta scomparendo per propria scelta e per effetto dei costi energetici europei esorbitanti. Una tariffa del tutto priva di senso perché rende il costo del metallo più alto rispetto al contesto mondiale e limita la competitività dell’intero comparto downstream, dalle trasformazioni come l’estrusione, la produzione di getti primari di fonderia e la laminazione, fino agli impieghi finali, dalle costruzioni all’automotive. E’ tempo che l’UE si occupi seriamente della questione visto che sono a rischio un gran numero di posti di lavoro.

Gli scenari futuri
In linea con la panoramica di Maurizio Sala, vivacizzata dal dibattito alimentato da Deborah Rosciani, gli altri relatori hanno messo in evidenza, per gli specifici segmenti di competenza, il dato essenziale del miglioramento dello scenario economico a livello globale quantomeno nel percorso ormai decennale dalla crisi iniziata nel 2007-2008. Molto importanti al riguardo le affermazioni di Roberto Ariotti circa l’ottimo andamento delle fonderie associate ad Assofond nella prima parte dell’anno in corso; ma vanno però anche registrate le incertezze determinate dal clima di scontro permanente sulle politiche commerciali globali, uno stato di cose che non consente alle imprese di definire le migliori strategie per cogliere le future opportunità.
Di grande interesse infine la posizione espressa dall’onorevole Massimo Garavaglia nel merito del Piano Impresa 4.0: secondo il sottosegretario all’Economia, a livello governativo il piano non è assolutamente in discussione, dovrebbe quindi non solo essere riconfermato ma sono allo studio misure di potenziamento che potranno aiutare senza dubbio il comparto della fonderia italiana ad affrontare le sfide dei prossimi anni.

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