I mille usi del foglio d’alluminio

Il foglio per uso domestico è anche una fonte di idee per gli usi più stravaganti

di Giuseppe Giordano

A settant’anni dall’ingresso sul mercato americano dei primi rotoli per uso domestico con lo storico marchio Reynolds Wrap, il foglio d’alluminio in versione casalinga (HHF, House Hold Foil) rappresenta una quota importante di questa tipologia di prodotto che ha molte altre applicazioni nell’imballaggio, nella meccanica, in edilizia, nel settore dei cavi elettrici schermati, nelle chiusure flessibili per bottiglie. In realtà, la cosiddetta “carta stagnola “che si materializza nei rotoli di foglio sottile di alluminio di pochi metri presenti nella quasi totalità delle nostre cucine e in tutti i ristoranti, ha ispirato miriadi di applicazioni di successo alternative e molto particolari, alle quali sono stati dedicati un po’ dovunque nel mondo interessanti e istruttivi concorsi per idee innovative. In questo breve articolo si riportano alcuni utilizzi del foglio, talvolta lontanissimi dall’applicazione originaria e prioritaria, frutto di osservazioni acute e di molta fantasia.

Il foglio d’alluminio casalingo: le origini
Negli anni ‘30 dello scorso secolo il foglio d’alluminio, sino allora utilizzato soprattutto accoppiato a carta per il confezionamento di tabacco, cioccolato e chewing gum, incominciò a essere venduto nei “groceries” americani per essere usato in molte fasi del barbecue, dalla protezione dalla cenere all’avvolgimento delle porzioni. Sino allora, alcune di queste funzioni erano svolte da fogli di stagno, pratica cui si deve il nome di carta stagnola che, insieme a molte altre denominazioni, non abbandona ancora oggi il foglio d’alluminio. La questione del nome merita una brevissima digressione, e riguarda i tanti nomi “sbagliati” che accompagnano da sempre il foglio usato in cucina. Oltre al riferimento allo stagno, c’è infatti anche quello all’argento con le dizioni “carta d’argento” o “carta argentata“, sino al riferimento quasi giusto di “carta d’alluminio” che è comunque impreciso per gli spessori, poiché la carta più sottile ha valori intorno ai 25 micron mentre per l’alluminio sottile abbiamo tra i 5 e i 6 micron di spessore. Tornando alla cronistoria del foglio di alluminio negli anni ‘30, va ricordato che a quel tempo le vendite del prodotto negli Stati Uniti si sono mantenute molto ridotte in un paese che stentava ancora a uscire del tutto dalla Grande Recessione.
Nel 1947 la situazione economica e sociale degli Stati Uniti era invece completamente diversa, al termine di una guerra terribile ma vittoriosa che aveva dato un enorme slancio alle produzioni industriali di più alta tecnologia tra le quali va annoverata anche la laminazione delle leghe leggere. A due anni dalla fine del conflitto restavano però inutilizzate alcune linee di laminazione che avevano prodotto le lamiere necessarie alle costruzioni aereonautiche durante la guerra e sei di queste linee di proprietà federale furono acquistate da Reynolds Metals. La grande idea di Reynolds fu di cambiare la finalità delle linee, nate per semilavorati anche destinati a usi bellici, indirizzando la produzione di un foglio tecnologicamente semplice (lo spessore inizialmente fu 20 micron), dedicato a un impiego di grande utilità economica e sociale riferito a favorire il consumo di parti di carne alimentare di minor pregio. Il Reynolds Wrap fu consigliato per il consumo di parti “non nobili” di carne bovina in un modo allora nuovo per il consumatore americano: il foglio andava usato per avvolgere e cuocere una bistecca, allora chiamata ancora “svizzera”, la progenitrice dei più famosi hamburger, ottenuta dalla macinazione delle parti povere. Con l’aggiunta di verdure e salse, il ”cartoccio d’alluminio” diventava un piatto completo ed era anche un risparmio soprattutto per i ristoratori il fatto che si semplificassero le operazioni di uso del pentolame e di lavaggio delle stoviglie. Il prodotto ricevette anche una benedizione da parte del governo federale impegnato a favorire il consumo di tutti i tagli di carne e tra il 1947 e il 1948 ne iniziò la diffusione nei diversi Stati. Il successo di vendita non solo fu superiore alle attese, ma si è mantenuto per tutti questi anni trasformando Reynolds Wrap, che ancora mantiene leadership assoluta del settore, in una vera icona americana.

Il foglio d’alluminio: usi diversi dal solito
Come detto in premessa ci sono stati nella ormai lunga storia di HHF molti usi diversi. E’ facile ritrovare in rete elenchi e classifiche. Quanto segue è frutto di una scelta personale non esaustiva. In particolare, l’elenco si collega a quanto riportato in alcuni articoli apparsi negli ultimi anni su diverse riviste e newsletter del settore risparmio e salute e a esperienze personali.

• Pulire le pentole
Prendete della carta di alluminio e accartocciatela per fare una pallina abbastanza grande. Dopodiché, usatela per lucidare il pentolame sul quale sono rimasti residui bruciati.
• Affilare le forbici
Quando le forbici hanno perso il filo, basta tagliare più volte un foglio d’alluminio ripiegato per ottenere il ripristino della funzionalità.

• Pulire il ferro da stiro
Quando la piastra del ferro da stiro è sporca, anche con depositi calcarei, si prenda un foglio d’alluminio e dopo averlo cosparso di sale da cucina, si “stiri” il foglio come un capo d’abbigliamento. Dopo poche passate, la piastra sarà pulita.

• Pulire l’argenteria
Gli oggetti d’argento opachi ritornano brillanti se immersi per 20-30 minuti in acqua calda salata nella quale si trova un grande foglio HHF.

• Conservare il calore della stufa
Coprite una tavola di legno con la carta di alluminio e mettetela dietro la stufa, nella zona superiore, per prevenire la perdita di calore che attraversa la parete.

• Ripristinare il contatto elettrico delle batterie
A volte i giocattoli o gli elettrodomestici a batterie smettono di funzionare perché uno dei lati della batteria si deforma e non fa più contatto. Per risolvere questo problema in pochi minuti, potete piegare un pezzo di foglio di alluminio, ritagliarlo delle dimensioni giuste e metterlo dove la pila dovrebbe fare contatto. Assicuratevi di incastrare bene la batteria e poi riaccendete il dispositivo.
• Mèches come dal parrucchiere
Per schiarire i capelli o per fare le mèches, molti parrucchieri usano i fogli di alluminio invece delle apposite cuffie. Il foglio per parrucchieri è molto simile al foglio domestico al netto di uno spessore diverso (HHF = 10-13 micron; Foglio per mèches =15-18 micron). Anche se si tratta di tecniche molto diverse, è meglio usare l’alluminio perché queste cuffie spezzano i capelli alla radice.

• Protezione dalle onde elettromagnetiche
Questa applicazione è una delle più curiose e discusse sin dalla sua nascita, circa una decina d’anni, e fa riferimento all’uso di strani elmetti fatti in casa con il foglio per difendere il cranio dalle onde elettromagnetiche, tra le quali quelle delle trasmissioni televisive e dei telefoni cellulari. Sull’utilità di questi strani caschetti c’è ancora molta discussione, in particolare negli USA, dove esistono gruppi e associazioni a favore e contro con molte polemiche tra medici e ingegneri delle diverse parti. Come spesso accade, si sono formati gruppi di pensiero diversi o contrapposti. Anche istituzioni serie hanno difficoltà ad appoggiare sia la tesi dell’efficacia della barriera sia la tesi contrapposta che accusa il foglio di essere a certe frequenze un moltiplicatore della penetrazione delle onde. Esiste, a tal proposito, uno studio* condotto da quattro ricercatori del MIT che ironicamente ipotizzano il coinvolgimento di centri di potere occulto nella promozione dei caschetti in HHF, che faciliterebbero il controllo del contenuto del cranio! Suggeriscono quindi alla comunità dei paranoici sensibili a questi argomenti alcuni trucchi per costruire caschetti più efficaci.
On the Effectiveness of Aluminium Foil Helmets: An Empirical Study – Ali Rahimi1, Ben Recht 2, Jason Taylor 2, Noah Vawter 2 17 Feb 2005. 1Electrical Engineering and Computer Science department, MIT; 2Media Laboratory, MIT

Barriera alla vista
Infine un utilizzo molto interessante del quale sono venuto a conoscenza da poco tempo nel corso di una conversazione con una signora, alto funzionario del Ministero dell’Interno.
Il problema è legato alla professione della signora, che durante le vacanze al mare in spiaggia ha l’abitudine o la necessità di leggere e consultare rapporti e dossier che magari sono stati poco approfonditi durante l’anno, ma lo vuole fare senza perdere la possibilità di rilassarsi in spiaggia. Non è semplice portare sotto l’ombrellone pesanti volumi con l’intestazione ministeriale e magari la scritta “riservato” ben in evidenza. Gli ombrelloni sono sempre più vicini e durante le vacanze non si vuole attrarre curiosità in particolare su alcuni argomenti. Da anni il problema è stato risolto foderando i rapporti “da spiaggia” con foglio d’alluminio HHF che è una formidabile barriera alla luce e in questo caso alla curiosità non desiderata. La stessa protezione è stata scelta per i libri da leggere in spiaggia e che niente hanno a che vedere con i documenti di prima. Anche così non si mostrano preferenze di lettura ai vicini e in più le copertine resistono benissimo a sabbia bagnata, cadute a terra e altre disavventure.

Conclusioni
Gli usi meno convenzionali del foglio d’alluminio per uso domestico sono in realtà applicazioni nella quotidianità delle caratteristiche tecniche dell’alluminio. Le forbici si affilano perché il foglio è ricoperto da un sottilissimo strato di ossido di alluminio, abrasivo e di elevata durezza. Le batterie tornano a funzionare perché il foglio conduce elettricità e l’argento brilla grazie ad una ben nota reazione di ossido-riduzione cortocircuitata. Il foglio è completa barriera ai gas, al vapor d’acqua e alla luce così come nei cartoni del latte come nei libri di fronte al mare. Sul rapporto tra onde elettromagnetiche e HFF c’è forse bisogno di fare ancora qualche sperimentazione accurata prima di indossare elmetti fatti in casa con il foglio sottile sperando che abbiano qualità efficaci di protezione.

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