Cresce la domanda di Green Aluminium

L’alluminio a bassa impronta di carbonio è uno dei segmenti a crescita
più rapida. Hydro prevede il raddoppio delle vendite nel 2020, trainate
dal settore automotive e dall’edilizia sostenibile

di Roberto Guccione

Mentre la domanda globale di alluminio è in gran parte stagnante, i principali produttori d’alluminio stanno osservando che i clienti in Europa, Nord America e altrove sono sempre più disposti a pagare un modesto sovraprezzo per un metallo che possa aiutarli a ridurre la loro impronta di carbonio. In effetti, preso atto dell’urgenza di contrastare il cambiamento climatico, molti soggetti della value chain dell’alluminio sono già profondamente coinvolti in varie iniziative per rendere più pulita e sostenibile una delle materie prime più rispettose del nostro pianeta.
A stimolare la spinta dei produttori di alluminio verso la sostenibilità sono gli stessi utilizzatori di metallo leggero, molti dei quali stanno prendendo misure per ridurre o eliminare completamente le loro emissioni nette di carbonio. I clienti di diversi settori, come quello automobilistico, dell’edilizia e delle costruzioni, richiedono sempre di più materiali sostenibili, a causa delle attuali normative e dei requisiti di rating. Ben consapevoli delle esigenze dell’industria, i produttori di alluminio hanno risposto alla richiesta di prodotti a bassa impronta di carbonio con intense attività di ricerca e sviluppo, che hanno portato sul mercato materiali leggeri altamente competitivi in termini di impronta di carbonio e analisi del ciclo di vita del prodotto finale.

I nuovi prodotti a bassa impronta di CO2
Nel 2017, U.C. RUSAL ha presentato la gamma ARROW di alluminio low-carbon, formata da metallo primario con meno di 4 tonnellate equivalenti di CO2 per tonnellata d’alluminio (emissioni dirette e indirette), contro una media di mercato di 13,4 tonnellate di CO2 per tonnellata d’alluminio prodotta. RUSAL ha colto l’opportunità di sfruttare il suo accesso privilegiato all’energia idroelettrica, pulita e rinnovabile, per offrire al mercato un materiale con un’impronta di carbonio molto ridotta. Tutti i prodotti ALLOW sono controllati dalla società di consulenza svizzera Quantis e dal British Standard Institution (BSI) e sono tracciabili fino allo specifico smelter di produzione.
Hydro ha presentato le sue nuove linee di prodotto CIRCAL 75R e REDUXA a bassa impronta di carbonio tra il 2018 e il 2019. Si tratta di prodotti in alluminio realizzati con scarti riciclati provenienti dal consumo o con metalli primari di smelter alimentati da energia idroelettrica. Tutti i prodotti sono certificati per l’impronta di CO2 e con una tracciabilità totale dei materiali.
Hydro REDUXA è una gamma di prodotti in alluminio primario con un’impronta di carbonio massima certificata di 4,0 tonnellate di CO2 per tonnellata di alluminio. Hydro CIRCAL è una gamma di prodotti in alluminio di prima qualità fabbricati con almeno il 75% di scarti riciclati provenienti dal consumo e un’impronta di carbonio certificata minore di 2,3 tonnellate di CO2 per tonnellata di alluminio. La percentuale degli scarti varia in base alle specifiche del cliente: maggiore è il contenuto di rottami, minore è l’impronta di carbonio.
Da quando sono stati introdotti per la prima volta, l’area di business Building Systems di Hydro, che fornisce facciate continue e sistemi di serramenti per l’edilizia, ha fatto il pieno di vendite di questi marchi più ecologici di alluminio. Hydro ha recentemente superato il traguardo di 40 progetti immobiliari nel mondo che montano facciate in alluminio CIRCAL. Un esempio significativo è Økern Portal, uno dei più vasti progetti di sviluppo immobiliare in Norvegia, che usa circa 300 tonnellate di estrusi CIRCAL per le facciate.
L’area di business Building Systems utilizza circa 80.000 tonnellate di alluminio all’anno per realizzare facciate continue e serramenti. Nel 2020, prevede di utilizzare 25.000 tonnellate di alluminio CIRCAL, rispetto alle 10.000 tonnellate dell’anno scorso.”Nel 2021 prevediamo una vendita di 40.000-50.000 tonnellate di CIRCAL. I volumi sono ancora limitati se rapportati al mercato globale dell’alluminio, ma questo è attualmente uno dei segmenti di Hydro in crescita più rapida. Entro la fine del 2020, tutti i prodotti e le soluzioni di Hydro Building Systems in Europa saranno disponibili in CIRCAL e REDUXA e prevediamo che la domanda di alluminio a basse emissioni di carbonio crescerà negli anni a venire”, ha dichiarato Egil Hogna, a capo dell’unità Hydro Building Systems. Quest’anno, Hydro aumenterà la produzione di CIRCAL aumentando la capacità annua a 25.000 tonnellate con il potenziamento e l’espansione dell’impianto di riciclo di Azuqueca in Spagna.
Il costo di produzione del metallo a bassa impronta di carbonio, inclusi l’acquisto, la selezione e il trattamento dei rottami, è comunque superiore del 10-20% rispetto all’alluminio primario tradizionale e rappresenta un ostacolo alle vendite in alcuni settori. In edilizia, tuttavia, il costo della facciata di un edificio deriva anche dai vetri delle finestre e da altri materiali, nonché dalla manodopera, e l’uso di CIRCAL può quindi aggiungere solo un più modesto 2-3% al costo totale della facciata in opera.”Ma l’alluminio fa la differenza in termini di impronta di CO2. Per i clienti, che devono scegliere tra prodotti con aspetto e prestazioni identiche, la minore impronta di carbonio del metallo Circa offre un vantaggio che supera il prezzo leggermente superiore”, ha sottolineato Hogna.
Gli obiettivi di sostenibilità fissati dalla Commissione europea richiedono che tutti i nuovi edifici funzionino a emissioni nette pari a zero entro il 2030 e tutti gli edifici entro il 2050. Il metallo CIRCAL 75R aiuta quindi costruttori e architetti a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità più esigenti.

Con Elysis l’alluminio primario è carbon-free
Apple ha acquistato in dicembre 2019 il primo lotto di alluminio carbon-free prodotto dalla nuova joint venture tra Alcoa e Rio Tinto. La lega è stata prodotta presso l’Alcoa Technical Center di Pittsburgh, mentre l’alluminio primario proviene da Elysis, l’innovativo smelter della joint venture con sede a Montreal, costituita con un investimento di 144 milioni di dollari da Alcoa, Rio Tinto, Apple e dai governi di Canada e Quebec.
Nel 2018 Alcoa e Rio Tinto, affiancate da Apple, avevano annunciato lo sviluppo e la commercializzazione di un nuovo processo di smelting dell’alluminio che elimina tutte le emissioni dirette di gas serra generate dal processo tradizionale con celle elettrolitiche. La joint venture Elysis vuole commercializzare entro il 2024 la nuova tecnologia, che utilizza un anodo ceramico ed emette solo ossigeno.
Vincent Christ, Presidente e CEO di Elysis, ha dichiarato: “Questa fornitura ad Apple è una pietra miliare importante per Elysis e un segno dei nostri progressi nel nostro primo anno di attività. Conferma l’interesse del mercato per l’alluminio prodotto utilizzando la nostra rivoluzionaria tecnologia di smelting carbon-free. Stiamo continuando a progredire ulteriormente nello sviluppo della nostra tecnologia, con l’obiettivo di offrirla al mercato per rivoluzionare l’industria dell’alluminio primario”.
Alf Barrios, CEO di Rio Tinto Aluminium, ha dichiarato: “Rio Tinto è orgoglioso di distribuire con la sua rete commerciale il primo alluminio carbon-free. Questo è un altro passo importante verso l’alluminio a ‘Zero carbonio’ e un futuro più sostenibile”.

0 Condivisioni