Con EFFIGE l’impronta ambientale è un vantaggio competitivo

Assofond, con altre quattro organizzazioni di categoria, partecipa al progetto europeo Life EFFIGE per la certificazione dell’impronta ambientale dei prodotti italiani, promosso dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e da Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie

di Roberto Guccione

Il convegno “Made in Italy e impronta ambientale: un connubio vincente per la competitività?” che si è tenuto a Milano lo scorso 27 marzo, promosso dall’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna e da Regione Lombardia, è stata l’occasione per fare il punto con imprese e Istituzioni pubbliche riguardo l’avanzamento dello schema “Made Green in Italy” per la valutazione, certificazione e comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti italiani, il cui regolamento attuativo è vicino all’approvazione finale. In particolare sono stati illustrati i principali progetti che coinvolgono alcuni fra i settori-chiave della tradizione e dell’eccellenza produttiva del nostro Paese, come l’accordo TRACCIA (Tavolo Regionale per Accrescere la Competitività Con l’Impronta Ambientale) promosso da Regione Lombardia e il progetto EFFIGE (Environmental Footprint For Improving and Growing Ecoefficiency) finanziato dal Programma Life dell’Unione Europea. L’attenzione all’impronta ambientale è infatti una delle azioni previste dalla legge 28 dicembre 2015, n. 221 – “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, entrata in vigore all’inizio del 2016. La legge prevede un pacchetto di misure destinate ad incidere in modo significativo su vari aspetti della normativa ambientale e dell’economia verde, nella direzione della semplificazione e della promozione del riutilizzo delle risorse e della sostenibilità ambientale, con la previsione di incentivi per premiare i comportamenti virtuosi di consumatori, produttori e istituzioni. Trale varie misure, la Legge 221 prevede un provvedimento mirato a innescare un circolo virtuoso tra competitività dei sistemi produttivi italiani e sostenibilità ambientale, in grado di offrire alle imprese una formidabile sponda su cui far leva per migliorare l’immagine e l’appeal dei prodotti sul mercato. A questo proposito l’Italia ha l’opportunità di applicare, prima fra i paesi dell’Unione Europea, l’innovativo metodo PEF (Product Environmental Footprint) proposto dalla Commissione Europea per misurare e comunicare al mercato l’impatto ambientale dei prodotti così da favorire, agli occhi del consumatore, quelli più “green”. Il metodo PEF si basa sul ben noto approccio LCA Life Cycle Assessment (“analisi del ciclo di vita”), strumento oggi ancora poco applicato nelle piccole e medie imprese, ma che incontra un crescente interesse soprattutto da parte delle imprese del Made in Italy.

Il progetto Life EFFIGE
In effetti, dall’industria pesante, all’agricoltura fino ai servizi di ristorazione è emersa l’esigenza, da parte delle imprese, di capire quanto impattano i propri servizi e i propri prodotti, per agire in modo più specifico e migliorare le proprie prestazioni ambientali. Il progetto Life EFFIGE nasce per rispondere a questa esigenza attraverso la sperimentazione del metodo PEF in quattro settori produttivi (fonderie metalli, legno arredo, agroalimentare e servizio di ristorazione) coinvolgendo numerose imprese in questa attività. Proprio le imprese che parteciperanno al progetto saranno impegnate anche nel miglioramento dell’impronta ambientale dei propri prodotti e servizi, pianificando azioni strategiche finalizzate a creare prodotti più sostenibili e con caratteristiche che possano renderli più competitivi. L’iniziativa è promosso dall’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che svolge il ruolo di coordinatore e partner tecnico del progetto. Insieme a Sant’Anna, le attività tecniche saranno seguite da Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Oltre ai due partner tecnici partecipano a EFFIGE cinque organizzazioni in rappresentanza dei quattro settori produttivi coinvolti nella sperimentazione: Agrica e Consorzio Agrituristico Mantovano “Verdi Terre d’Acqua” per il settore agroalimentare, Assofond nell’ambito delle fonderie italiane, Federlegno Arredo per il settore mobili e CAMST per la ristorazione. Proprio queste cinque organizzazioni aiuteranno numerose imprese italiane ad applicare il metodo PEF con “esperienze pilota” di eco-innovazione e competitività. L’elemento distintivo del progetto è, infatti, rappresentato dalla sinergia tra aziende, mondo accademico e quello associativo e consortile.
Inoltre EFFIGE è finalizzato allo sviluppo di strumenti per l’applicazione della PEF nelle piccole e medie imprese, aiutandole a sperimentare nuovi approcci e metodi che le rendano più competitive. I partner del progetto lavoreranno su un duplice binario: da un lato, attività più scientifiche di calcolo dell’impronta ambientale, dall’altro si impegneranno nella definizione di modalità e strumenti per comunicare al meglio l’impronta ambientale dei prodotti, rendendoli così più competitivi sull’attuale mercato. Il progetto vedrà i partner impegnati sia con aziende italiane che europee che sperimenteranno gli strumenti e le metodologie elaborati grazie ad EFFIGE per valutarne la reale efficacia anche al di fuori dei confini nazionali, facendo di EFFIGE un’opportunità anche per imprese al di fuori dell’Italia. Le attività di EFFIGE sono iniziate a settembre 2017 e saranno completate nel 2021. Durante tutta la durata del progetto è prevista la partecipazione ad eventi sia di livello nazionale che europei nei quali l’esperienza delle diverse filiere sarà promossa e divulgata; sono inoltre previste numerose iniziative di formazione per imprese produttrici, società di consulenza, studenti, eccetera, al fine di rendere il metodo PEF uno strumento più conosciuto e applicato.

EFFIGE e le aziende Assofond
Assofond effettuerà, nell’ambito del progetto, uno studio medio di settore su due prodotti rappresentativi, ovvero il getto grezzo di fonderia in ghisa e in acciaio, finalizzato sia a quantificarne le prestazioni ambientali medie sia a fornire la base per la definizione delle PEFCR (Product Environmental Footprint Category Rules) di settore, vale a dire le regole specifiche di prodotto utili a tutte le aziende che vorranno effettuare uno studio PEF sul proprio prodotto. Sempre nell’ambito del progetto, per validare le PEFCR, verranno realizzati sei studi PEF su due prodotti di tre aziende associate, che testeranno le regole di settore e si impegneranno a sviluppare misure di riduzione dei propri impatti ambientali sulla base di quanto emerso dagli studi e a misurarne gli effetti nel tempo. Le aziende che collaboreranno con Assofond nell’ambito del progetto sono Fonderie Ariotti, VDP Fonderia e Fonderia Boccacci. Le regole di settore saranno testate su un getto in ghisa, prodotto da ognuna delle tre fonderie, che viene utilizzato come componente meccanico delle torri di generazione eolica: il “Torque Arm”.

0 Condivisioni