Anthony Tropeano, TT CONSULTING Inc

La pandemia di Covid-19 sta causando costi umani elevati e crescenti in tutto il mondo e le misure di protezione incidono gravemente sulla produzione e il mercato dell’alluminio

“La pandemia di Covid-19 e la sua interruzione della produzione industriale hanno iniziato a incidere negativamente sull’industria dei metalli negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Una domanda debole e scorte eccessive potrebbero influire sui prezzi dell’alluminio e ritardare lo sviluppo di nuova capacità produttiva.
Nel 2020 è prevista una contrazione del -3% dell’economia globale, molto peggio che durante la crisi finanziaria del 2008-2009. Lo scenario di base, con il superamento della pandemia nella seconda metà del 2020 grazie all’efficacia delle misure di contenimento, prevede che nel 2021 l’economia globale crescerà del 5,8%, anche grazie alle varie misure di sostegno statale. Ma ora siamo ancora nell’incertezza. Questa crisi è esplosa dopo i segnali di difficoltà per l’industria dei metalli nel 2019, quando ha sofferto l’introduzione dei dazi e il calo della domanda. Al momento l’industria naviga a vista, monitorando giorno per giorno la domanda in tutti i settori, dall’automotive all’energia fino all’edilizia e i beni di largo consumo. La maggior preoccupazione è che la crisi sanitaria si accompagnerà a una crisi finanziaria, con tre rischi principali: 1- prevedibile recessione globale; 2- Impatti finanziari sulle imprese, con riduzione della redditività, crisi di liquidità e svalutazione patrimoniale; 3- Riduzione della fiducia dei consumatori e calo dei consumi.
In Usa e in Europa, l’economia dovrà attendere fino alla fine del 2022 o all’inizio del 2023 per superare completamente questa emergenza sanitaria che ha costretto più di 3 miliardi di persone a rimanere a casa. Se le misure di allontanamento sociale e di blocco non riusciranno a prevenire una ripresa della pandemia fino allo sviluppo di un vaccino, l’economia mondiale ritornerà molto lentamente alla situazione pre –virus. Se invece avranno successo, si può sperare in un pieno recupero all’inizio del 2021.
L’industria dell’alluminio era in sofferenza già prima della crisi Covid-19. Ora la domanda è ulteriormente rallentata e i prezzi sono diminuiti per otto settimane consecutive fino a meno di 1.500 dollari/tonnellata, che rendono la maggior parte della produzione mondiale non redditizia. Per l’industria dell’alluminio è molto difficile reagire in modo così rapido ai cambiamenti del mercato e questa crisi metterà alla prova la flessibilità di tutti i settori: l’industria aerospaziale sta valutando i tagli alla produzione e le aziende automobilistiche hanno ridotto o sospeso la produzione di fronte a un crollo dell’80% circa delle vendite di veicoli. Il settore delle costruzioni ha subito il blocco dei cantieri.
Il settore globale dell’alluminio dovrà reagire rapidamente alle dinamiche del mercato. La domanda mondiale di alluminio primario potrebbe scendere del 6% nel 2020 rispetto al 2019 e poiché le supply chains in tutto il mondo sono state interrotte, le imprese dovranno prepararsi a fronteggiare gli impatti che colpiranno la produzione, i costi operativi, i trasporti, la logistica e le richieste dei clienti. La pandemia dovrebbe intaccare la domanda e aggravare il surplus di offerta della Cina, mentre le difficoltà logistiche hanno già ridotto l’approvvigionamento di bauxite e le forniture di allumina in alcune aree.
Per quanto riguarda il mercato Usa, sebbene molti clienti nel settore dell’alluminio possano beneficiare del sostegno del Governo, la crisi potrebbe penalizzare gli utenti finali ed è difficile stimare quanto durerà la recessione e l’impatto sulla domanda. Le esportazioni totali di alluminio dal Canada verso gli Usa sono state pari a 220.000 tonnellate nel gennaio 2020, con un aumento del 32,53% (+54.000 tonnellate) su base annua. Ovviamente ci sarà un rallentamento dell’economia nel prossimo anno, che non si può ancora stimare. Il mio commento finale è che la pandemia di Covid-19 continuerà a causare preoccupazioni diffuse e difficoltà economiche per consumatori, imprese e comunità in tutto il mondo; la situazione si sta evolvendo rapidamente con diffusi effetti negativi, sarà necessaria una piena cooperazione e una strategia globale per affrontare questo nemico potenziale e invisibile e rimettere in piedi l’economia mondiale.

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