Meccanica Pi.Erre, leader nella tranciatura e finitura di colati e pressocolati

Nata dall’intuizione di Ruggero Pederzoli e con la forza di 35 anni di esperienza, l’azienda è oggi un gruppo consolidato a livello mondiale che sta progettando un futuro di crescita imperniato sulla collaborazione generazionale

di Mario Conserva

Meccanica Pi.Erre Srl è la principale azienda italiana, e tra le leader mondiali, nella tecnologia di tranciatura e di finitura di getti colati e pressocolati in alluminio, specializzata nel fornire un service completo di stampi trancia, stampi trancia combinati con unità di lavorazione meccanica, presse tranciasbavatrici, macchine dedicate di tranciatura, macchine e impianti di lavorazione finali sui getti, coprendo in tal modo l’intero segmento della tranciatura e finitura di tutte le tipologie e dimensioni dei pezzi. L’azienda si è consolidata con un’esperienza sul campo ultra trentennale, basandosi su tecnologie di progettazione e di produzione, maturate al proprio interno, avanzate ed aggiornate, e tra i clienti annovera le principali fonderie di getti e pressocolati italiane ed estere ed i principali utilizzatori finali di pezzi, con un’offerta di prodotti e servizi personalizzati sulle esigenze del committente. Incontriamo Ruggero Pederzoli, fondatore di Meccanica Pi.Erre, insieme ai figli Federica e Marco nello stabilimento di Bedizzole, tra Brescia ed il lago di Garda, al centro del polo della fonderia e della pressocolata dell’alluminio italiano, il quale ci fa una breve introduzione alla sua azienda che indica con orgoglio come Pederzoli Group.
“Da oltre trent’anni lavoriamo con la stessa finalità e la stessa determinazione per dare le migliori soluzioni ai nostri clienti sotto l’aspetto tecnico e costruttivo, il mio obiettivo è stato sin dall’inizio quello di far capire che la Trim Technology è una cosa seria ed importante, cercando di sensibilizzare le fonderie ad investire anche in questa parte del processo. Il contesto è profondamente cambiato in senso positivo in pochi anni, quando ho iniziato con lo Studio PR e pochi mesi dopo eravamo una piccola officina con tre dipendenti, oggi siamo il Pederzoli Group, abbiamo a Bedizzole una fabbrica in continua espansione, l’ampliamento della palazzina uffici in cui ci troviamo in questo momento è stato inaugurato la settimana scorsa. Come imprenditore mi piace dire che uno tra i principali motivi di soddisfazione è quello di non aver mai smesso di investire nel personale, con nuove assunzioni per potenziare il capitale umano, neanche in circostanze oggettivamente difficili come la situazione di crisi economica e occupazionale iniziata nel 2008 che ancor lascia tracce nel nostro Paese. L’azienda dà lavoro a circa 70 persone, l’impresa è guidata da me con l’aiuto dei miei due figli, Federica, ingegnere, che si occupa della parte gestionale, e Marco che segue l’area tecnica e di produzione mentre Ivano Scalvenzi è il nostro Direttore commerciale; abbiamo fatturato nel 2017 più di 13 milioni di euro, esportiamo più del 75% della produzione in tutto il mondo seguendo il ciclo di sviluppo delle fonderie più esigenti in quelle aree dove maggiore è la presenza dell’automotive, quindi con produzione evoluta di getti e componenti in alluminio; nel nostro specifico segmento siamo considerati dagli addetti ai lavori un preciso punto di riferimento, guardiamo prevalentemente al mercato globale, ma tutto nasce e si realizza a Bedizzole”.

Quali sono i vostri principali mercati di riferimento?
La vocazione all’internazionalizzazione è un elemento dominante, costante e tipico del nostro tipo di attività, oggi più che mai è una scelta obbligata con i nuovi baricentri industriali mondiali ed in particolare con la crescita esponenziale delle produzioni di getti strutturali in lega di alluminio per gli impieghi automotive. Esportiamo in tutta Europa, negli Stati Uniti e nelle aree limitrofe (Canada e Centro America, in particolare in Messico), poi nelle aree di nuovo sviluppo come Medio ed Estremo oriente, Cina, India e Sud America. Siamo stati i primi non solo ad occuparci della trancia-sbavatura dei componenti powertrain, come blocchi motore, sottobasamenti, coperchi valvole, carter trasmissione e sterzo, sospensioni, eccetera, ma anche nell’affrontare lo sviluppo dei getti strutturali, la più recente innovazione nel panorama dei componenti in alluminio per l’automotive, con prospettive di volumi di produzione molto elevati. Abbiamo via via pianificato le condizioni per poter affrontare con tranquillità il grande mercato competitivo globale che tipicamente caratterizza i prodotti di fonderia e pressocolata e il comparto della componentistica automotive. Sono nostri clienti i grandi nomi mondiali nella fornitura automotive di getti e pressocolati, come Nemak, KSM, Georg Fischer, ZF, Shiloh, Meridian, Magna, Martinrea, e le fonderie di case automobilistiche, come BMW, Daimler, Volkswagen e GM.

E’ chiaro che operando con partner di questo livello sono indispensabili investimenti in attrezzature ed in conoscenza, quindi un impegno continuo di ricerca e sviluppo tecnico, cosa ci può dire al riguardo?
La nostra crescita aziendale è stata ed è caratterizzata innanzitutto nell’investimento e nella valorizzazione delle risorse umane nonché in ricerca e tecnologie per realizzare impianti e macchine dedicate di tranciatura e di lavorazione meccanica pensate per lavorare con i materiali e le leghe di alluminio di ultima generazione, ma anche in grado di razionalizzare le lavorazioni del pezzo, combinando in sequenza al trimming le operazioni meccaniche di finitura. E’ ben nota a tutti l’estrema criticità dei requisiti qualitativi previsti per la componentistica automotive di primo livello, lavorare ai nostri standard significa aver affrontato e risolto questioni delicatissime relative a dimensioni, tolleranze, geometrie ed indeformabilità dei pezzi, in particolare nelle zone corrispondenti alle complesse ed estese attaccature di colata, in modo da evitare, tanto per essere chiari, le criticità riguardanti cricche e rotture e quindi difettosità e scarti. Non è il caso di entrare troppo nei dettagli, comunque a puro titolo di esempio vorrei ricordare, riguardo ai getti strutturali cui accennavamo prima, che per questi pezzi complessi la trancia-sbavatura deve essere completa; pertanto i profili esterni, interni e i fori devono presentarsi completamente puliti e privi di colate, pozzetti, vacuum e bave. L’obiettivo finale è quello di ottenere componenti strutturali lavorati e finiti senza alcuna operazione aggiuntiva, a parte eventuali trattamenti termici e di raddrizzatura. Questo risultato è stato da noi raggiunto da tempo con soluzioni automatizzate e di elevato contenuto tecnologico che permettono di effettuare nel tempo di ciclo della pressocolata non solo il trimming, ma anche le lavorazioni meccaniche, in pratica a costo zero, un recupero di efficienza che porta al massimo livello le prestazioni della cella di pressocolata robotizzata. E’ superfluo aggiungere che visti i nostri obiettivi di produzione e considerando il livello dei players con i quali lavoriamo, la grande attenzione che abbiamo dedicato agli aspetti organizzativi e gestionali è tra le caratteristiche fondamentali di tutta la nostra attività; ad esempio, abbiamo nettamente suddiviso le competenze istituendo un Ufficio Tecnico Stampi, uno Studio Tecnico Macchine, un Ufficio CAM per la programmazione dei centri di lavoro CNC, mentre riguardo alle tecnologie e alle risorse tecniche, oltre alla Divisione Lavorazioni meccaniche, abbiamo una Divisione di Assemblaggio Stampi ed una di Assemblaggio Macchine. Sembrano dettagli, ma è solo dall’attenzione a tanti particolari che trae origine l’affidabilità che ci siamo conquistati nel mercato globale.

Come possiamo sintetizzare in poche parole i vostri 35 anni di crescita e le prospettive prossime future del Pederzoli Group?
“Gli anni a venire, pur tra i grandi cambiamenti rivoluzionari che hanno caratterizzato gli ultimi tempi, dovrebbero essere ancora positivi per il nostro comparto produttivo, quindi da parte nostra non ci resta che seguire le scelte strategiche che hanno segnato il nostro sviluppo. Fiducia nei nostri mezzi e nelle possibilità di miglioramento, derivate dalla ottima conoscenza del nostro business; consapevolezza dei nostri limiti, massima accortezza finanziaria, ma coraggio nell’investimento continuo in ricerca, innovazione tecnologica, sviluppo delle risorse umane e dei mercati; vivere la realtà industriale sfruttando le sinergie associative, culturali, istituzionali con la mentalità delle grandi aziende, con l’assoluta convinzione che facendo sistema si può ottimizzare esponenzialmente la competitività.
Ho cercato di trasmettere in azienda e di mettere in pratica questi pochi concetti di buona impresa, sono certo che i miei figli hanno completamente interiorizzato il mio pensiero, per questo il passaggio generazionale di Pederzoli Group, in atto già da anni, è un percorso tranquillo, pianificato, pieno di condivisioni e di sinergie.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: